Il giardino dove c'è il mio cuore - Federica Cornalba
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Il giardino dove c’è il mio cuore

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04 Apr Il giardino dove c’è il mio cuore

Di che cosa potrei parlare nel primo post di GardenRoute, se non del MIO giardino?

Il mio giardino si trova a migliaia di chilometri da qui. Non ne posso godere certo tutti i giorni, e mi manca: perché in quel giardino disordinato e non sempre curato a dovere, c’è il mio cuore.

E’ vero, non ha niente di speciale: quanti progetti ho fatto nel corso degli anni per cercare di dargli una veste migliore, ma alla fine mi piace così com’è. Mi piacciono le sue mille sedie tutte diverse una dall’altra, i suoi vasi rotti e anche i buchi che fanno le talpe un po’ dappertutto. Perché queste cose le vedo solo adesso che sono lontana, ma quando mi sveglio e sono là, mi importa solo di controllare a che punto sono le more, assicurarmi che ci sia nettare a sufficienza per le farfalle, o verificare che qualche indesiderato visitatore notturno non si sia mangiato i nashi più maturi.

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Al mio giardino non manca niente: ci sono l’orto e il frutteto, frutti di bosco ovunque, e c’è il grande khaki che ha sempre bisogno di sostegno tanto è carico di frutti. C’è anche il piccolo Tsukubai che gorgoglia sotto la sua chioma: una volta aveva anche tutte e quattro le pietre d’ordinanza. Adesso chi lo sa dove sono finite…ma è un dettaglio ininfluente, quando posso ascoltare il rumore dell’acqua mentre mi dondolo sull’amaca.

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Il mio giardino è l’angolo più pacifico del mondo: devono pensarlo anche gli scoiattoli che arrivano ogni mattina a farci visita, e il numero infinito di uccellini che passano da un albero all’altro senza sosta. Per la verità riscuote parecchio successo anche con i cani e i gatti del vicinato, e per loro ci sono sempre tante coccole e qualche snack!

Pensandoci bene, non sono solo gli amici pennuti o a quattrozampe ad apprezzare il mio giardino…quando organizziamo una festa o una cena, i tavoli sgangherati si riempiono immediatamente! Si vede poco quel che si mangia perché ci sono solo le lucine a festone sugli ombrelloni, ma poi non si finisce mai di chiacchierare: quando la temperatura comincia a scendere, accendiamo i due camini e il tempo non conta più.

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Non mi importa davvero che il mio giardino non sia bello. Cioè: vorrei che fosse più “bello”, più curato e anche più attuale – il mio giardino ormai è anziano e non ha più voglia di cambiare continuamente l’abito – ma mi accoglie sempre a braccia aperte e il mio cuore non può chiedergli di più.

Dedicargli questo primo articolo è il minimo che possa fare, in attesa di rivederlo e sedermi – con la mia tazza di caffè fumante – su una delle sue sedie ad aspettare gli scoiattoli del mattino.

“Dal NOSTRO giardino non vorremmo mai allontanarci”

PHOTOS: Federica Cornalba

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